Visto il grande successo che ha avuto l’articolo della scorsa settimana dedicato al ragù di carne bovina, non potevamo non menzionare il nostro ragù di maiale.

Ragù di maiale genuino

Per avere in casa un ottimo e genuino ragu di carne di maiale non è più necessario mettersi ai fornelli per prepararlo come faceva nonna.

Come estimatori, esperti ed allevatori del maiale nero dei monti lepini ci abbiamo pensato noi a togliere la polvere dal libro delle ricette appartenuto ai nostri avi.

Ecco allora pronto per la vostra tavola il ragù di maiale nero dei monti lepini da acquistare comodamente nello store online di Gnessi Teresa insieme a tante altre prelibatezze.

Ragu maiale: perché acquistarlo da noi

Perché pur essendo pronto da gustare nel suo barattolo non è certo il semplice sugo con carne di maiale che siete abituati ad acquistare nelle catene della grande distribuzione dallo scaffale dei sughi pronti!

Racchiusi nel barattolo troverete tutti i sapori di una volta senza sale e senza alcun ingrediente che non fosse previsto nella preparazione originale della tradizione.

Nessun macinato di dubbia provenienza ma un ragù preparato con la miglior materia prima che si possa trovare, senza alcuna fretta e con il rispetto della nostra storia.

Se non avete tempo di preparare un ragù di maiale perfetto come tradizione esige potrete tirarlo fuori dalla vostra dispensa e far scattare il coperchio proprio come facciamo noi in casa.

Storia e curiosità

Il ragù è in genere un condimento molto usato in tutta Italia, specialmente tra Bologna e Napoli in tutte le sue varianti di carne.

Questo piatto in antichità era legato per tradizione alla domenica, nelle quali veniva preparato con cura all’interno delle cucine nelle ricche case patronali. In passato tutti i preparati con carne erano un lusso che pochi si concedevano.

Probabilmente molti non sanno che in realtà la ricetta originaria del ragù non è italiana, bensì francese: durante in Rinascimento era un piatto a base di carne che dalla Francia ha viaggiato fino alla corte dei Borboni a Napoli. Ma in Francia era più uno stufato che altro… c è voluto l’estro dei nostri cuochi per farne un condimento da leccarsi i baffi.

Open chat